STEFANO GOBATTI

LA VITA



Stefano Gobatti nasce il 10 luglio 1852 a Bergantino di Rovigo. Iniziato agli studi musicali dal compaesano Fermo Bellini e dall'organista Devasini di Ostiglia, dopo gli studi di Bologna e Milano, musicò in quattro mesi, tra il 1871 zd 1872, l'opera "I Goti", che presentò al teatro comunale di Bologna segnando un trionfale successo; fu chiamato al proscenio ben 52 volte. In seguito al successo dell'opera fu nominato cittadino onorario di Bologna, come Verdi e Wagner. Vittorio Emanuele II, in occasione di una festa a corte, alla presenza dei corpi diplomatici di tutte le nazioni, volle una speciale rappresentazione de "I Goti". La vicenda umana di Gobatti passa da una repentina fama alla rovina. La sua opera principe fu boicottata e contrastata in altre città, soprattutto nella "verdiana" Milano anche a causa della scelta editoriale di Gobatti che si appoggiò a Lucca invece che al più affermato Ricordi. La sera del 15 febbraio 1876 fece rappresentare la nuova opera "Luce" al teatro La Scala di Milano, ma fu un fiasco come lo furono "Norma " per Bellini e la "Traviata" per Verdi, fiaschi organizzati dagli avversari. Ammalato, fece andare in scena l'opera, nemmeno ultimata, "Cordelia", ma la sorte non fu migliore della precedente. Musicò anche l'opera "Massias", mai rappresentata. Gobatti muore il 17 dicembre 1913 nella solitudine e nel tormento; la sua salma riposa nella Certosa di Bologna di fronte a quella del suo amico Giosuè Carducci.

 

Torna all'indice

Pagina a cura di Paolo Tentori
 NOVANTIQUA MULTIMEDIA